Archivi tag: normativa telemarketing

Lo sapevate? Il Garante per la privacy sanziona Eni luce e gas

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Cari utenti tellows,

vi riportiamo una notizia che ha fatto scalpore tra i più noti quotiani locali come il Sole 24 ore, la Repubblica e il Fatto. A seguito di numerose segnalazioni e ispezioni condotte dall’Autorità pubbica, il Garante per la privacy o Gpdr (General Data Protection Regulation) ha sanzionato la famosa società Eni luce e gas (Egl) per aver violato i dati personali dei consumatori nell’ambito del telemarketing e teleselling.

Eni luce e gas dovrà pagare 11,5 milioni di euro entro i prossimi 30 giorni, una delle multe più alte dopo l’entrata in vigore del Gdpr. La sanzione è stata stabilita secondo i parametri del regolamento UE sulla protezione dei dati personali, quali la durata dell’illecito e l’insistenza della condotta posta in essere, nonchè il coinvolgimento di un ampio numero di persone.

La prima sanzione, che è stata posta in essere successivamente agli ingenti reclami da parte dei consumatori, riguarda le chiamate telefoniche a scopo promozionale e pubblicitario effettuate senza il consenso della persona interessata o nonostante il suo esplicito diniego ad essere contattati. La multa ammonta a 8,5 milioni di euro.

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Stretta sui call center: addio al telemarketing?

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Cari amici di tellows,
Oggi vogliamo parlarvi di alcune novità che vi consentiranno di ridurre drasticamente le telefonate commerciali che ricevete ogni giorno. Stiamo facendo riferimento a servizi già esistenti che possono essere combinati alle nuove disposizioni di legge imposte a chi svolge attività di call center.

Infatti nel 2019, entreranno in vigore i nuovi obblighi per le società di telemarketing e sarà possibile iscrivere, oltre ai numeri di rete fissa, anche i numeri di cellulare nel registro delle opposizioni.

Vediamo nel dettaglio come sarà più facile difendersi dalle chiamate dei call center:

• Le novità introdotte dalla legge 5/2018 in materia di telemarketing (fonte)

– Nuovi prefissi:
Sono stati creati due nuovi prefissi telefonici che i call center dovranno utilizzare, così sarà più semplice identificare una chiamata in arrivo e sapere se si tratta o meno di una telefonata commerciale. I nuovi prefissi previsti sono così distinti: il prefisso “0843” sarà assegnato alle chiamate di tipo statistico, mentre il prefisso “0844” sarà riservato alle chiamate di tipo commerciale.
I call center comunque potranno decidere di non usare questi prefissi, ma avranno l’obbligatorietà di utilizzare le numerazioni in chiaro e rendere richiamabile il numero; chi ha ricevuto la chiamata, dovrà infatti avere la possibilità di richiamare il numero e di parlare direttamente con il singolo operatore.

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Riforma telemarketing: quanto dobbiamo aspettare?

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Cari utenti tellows,

Attraverso questo nuovo aggiornamento vogliamo mettervi al corrente sulle ultime notizie in materia di telemarketing selvaggio e pubblicità telefonica aggressiva.

Nella giornata di ieri il Garante della Privacy ha comunicato al quotidiano “La Repubblica”, di essere in ritardo con il decreto che regolerà le chiamate pubblicitarie. La riforma in questione è infatti bloccata a Palazzo Chigi da mesi in attesa dell’attuazione della legge “Nuove norme sul telemarketing”, approvata al parlamento nel dicembre 2017.

Ma andiamo a vedere nello specifico cosa andrebbe a modificare questa riforma.

Innanzitutto sarebbe finalmente possibile iscrivere al Registro delle Opposizioni anche i numeri privati e quelli di telefonia mobile mentre attualmente lo si può fare solo con i numeri dei telefoni fissi. Questo significherebbe una maggiore protezione degli utenti e dei loro dati personali.

Cosa succede quando ci si iscrive al Registro delle Opposizioni? Molto semplice, si ottiene immediatamente la revoca di tutti i consensi precedentemente espressi dall’utente in materia di trattamento dei propri recapiti telefonici. Per maggiori informazioni su come iscriversi vi rimando al sito registrodelleopposizioni.it
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Quando il Registro delle Opposizioni non funziona…

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Quante volte ci capita di ricevere chiamate indesiderate? Pubblicità aggressiva, operatori insistenti e offerte super convenienti che nascondono inevitabilmente qualche nota stonata. Noi ovviamente non ce ne accorgiamo, rapiti dalla parlantina dell´operatore. E il loro compito è proprio quello di catturare la nostra attenzione e di ottenere il tanto atteso „sì“ alle offerte che propongono. Quante volte ci è capitato di ascoltare passivamente le loro richieste e non essere pronti a formulare domande? Perchè spesso di domande da rivolgere agli operatori ce ne sarebbero molte. Siamo tutti d´accordo che si tratta di un lavoro come un altro e nessuno ha obiezioni direttamente legate ai centralinisti in persona. Spesso infatti quello che non funziona è il sistema che sta dietro all´operato dei call center.

Ma andiamo con ordine. La prima cosa a cui dovremmo pensare appena veniamo contattati da un call center è capire se hanno il diritto ad utilizzare i nostri dati personali. Non è un elemento da sottovalutare perchè, come tutti, anche i call center devono attenersi a delle regole ben precise. Il problema è che molto spesso non vi è sufficiente controllo a riguardo e la legislazione non viene seguita accuratamente. Le chiamate commerciali con fini pubblicitari non sono ovviamente da considerare in ogni caso moleste ma, giustamente, accettiamo di essere contattati solo da chi è autorizzato a farlo, proprio come previsto dalla legge. Ricordiamo inoltre che è molto semplice dare l´autorizzazione al trattamento dei dati personali. Spesso non ci facciamo caso, ma quante volte sottoscriviamo degli abbonamenti, tessere sconto e raccolta punti al supermercato e ci dimentichiamo di leggere nel dettaglio le clausole contenute nel contratto? Proprio lì, tra quelle minuscole righe, si nasconde l´inghippo. Raccomandiamo sempre prudenza e attenzione nel firmare contratti commerciali perchè, qualora si acconsenta anche involontariamente al trattamento dei dati personali, i call center hanno tutto il diritto di contattarci. A questo proposito è utile ricordare le leggi che i call center sono tenuti a seguire, che potete trovare nel nostro „tellows Magazine“

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Precariato e call center, ecco cosa accade al Sud

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Se abbiamo sempre parlato di soluzioni per contrastare il telemarketing aggressivo e le pubblicità indesiderate, in questo articolo desideriamo porci dall’altra parte della medaglia e indagare quali sono i meccanismi interni dei call center e quali sono le condizioni contrattuali e lavorative degli operatori telefonici. La nostra riflessione si spinge in modo particolare in Sud Italia, dove, già da alcuni anni, le tipologie di persone che lavorano per queste società sono cambiate.

Se fino a qualche anno fa lavorare nei call center era solamente una prerogativa degli studenti fuori sede che facevano questo lavoro per arrotondare, adesso la situazione è assai diversa. Nei call center lavorano anche persone sui trentanni, molto spesso laureati che non riescono a trovare un lavoro, oppure persone di mezza età che, dopo essere state licenziate a causa della crisi, sono state costrette a cercarsi un nuovo lavoro. Come si legge in uno studio di Maurizio Avola e Rita Palidda intitolato “Lavorare in un call center in una città del Sud”:

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Come esercitare il diritto alla protezione dei propri dati personali

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Anche se non costituisce ormai alcuna novità, sapere come difendere il diritto alla propria privacy è importante. Perciò riteniamo utile rinfrescarci la memoria e segnalare il “codice in materia di protezione dei dati personali” (d.lg. 30 giugno 2003, n.196) come utile strumento di difesa.

 Tale codice riconosce all’interessato diversi diritti, nei confronti del titolare del trattamento dei suoi dati. Tra questi:

  • di accedere ai dati che lo riguardano

  • di ottenerne l’aggiornamento, la rettificazione o l’integrazione,

  • di ottenerne la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco, se trattati in violazione di legge,

  • di opporsi al trattamento effettuato a fini promozionali, pubblicitari o commerciali

Per poter esercitare tali diritti (oltre agli altri previsti dall’art. 7 del Codice) è necessario presentare un’istanza al titolare e il codice dice “senza particolari formalità”.

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