Stop alle telefonate mute: i call center dovranno rispettare le regole del Garante

Il telefono squilla ma dall´altra parte c´è solo silenzio. A chi non è mai capitato? Al Garante della Privacy risultano migliaia di segnalazioni e i nostri utenti lo hanno denunciato più e più volte sul nostro sito: si tratta di “telefonate mute” frutto di pratiche di telemarketing particolarmente aggressive vissute spesso dai cittadini come una forma di stalking.

Le telefonate mute a scopo commerciale sono state così frequenti negli ultimi tempi da spingere il Garante della Privacy a intervenire con alcune regole. Adesso è scaduto il tempo che era stato concesso alle società di telemarketing per adottare una serie di accorgimenti tecnici e organizzativi e dal 2 ottobre sono entrate in vigore le regole fissate dal Garante con un provvedimento generale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 4 aprile per combattere il fenomeno.

Innanzitutto chiariamo cosa sono le chiamate mute: le aziende di call center, per ottimizzare la forza lavoro, impostano i loro sistemi in modo da avviare un numero di telefonate più alto degli operatori effettivamente disponibili. Queste chiamate, una volta ottenuta risposta, possono essere mantenute in attesa silenziosa finché non si libera un operatore. Il risultato è appunto una telefonata muta che se dal punto di vista delle aziende serve a eliminare i tempi morti tra una chiamata e l´altra, dal punto di vista degli utenti è diventato un fenomeno estremamente invasivo che genera “ansietà, allarme, sospetto, fastidio e disappunto, oltre alla frustrazione connessa al senso di impotenza e all’incapacità di reagire all’evento”, si legge nel testo del Garante. Il presidente dell’Autorità, Antonello Soro, aveva dichiarato

“È importante garantire la massima produttività dei call center, ma i costi della loro attività non possono essere scaricati sugli abbonati inermi. Se alcune pratiche di marketing telefonico vengono vissute dagli utenti addirittura come una forma di stalking, significa che l’impresa non sta facendo bene il suo lavoro. È prioritario per le stesse società di telemarketing che le cosiddette ‘chiamate mute’ vengano drasticamente ridotte”.

Ecco dunque le nuove regole fissate dal Garante:

1) i call center dovranno tenere precisa traccia delle chiamate mute che dovranno essere comunque interrotte trascorsi 3 secondi dalla risposta dell´utente;

2) non potranno verificarsi più di 3 telefonate mute ogni 100 andate a buon fine. Tale rapporto dovrà essere rispettato nell´ambito di ogni singola campagna di telemarketing;

3) l´utente non potrà più essere messo in attesa silenziosa, ma il sistema dovrà generare una sorta di rumore ambientale, il cosiddetto “comfort noise” (voci di sottofondo, squilli di telefono, brusio, ecc.) in modo che chi riceve la telefonata ne intuisca la provenienza;

4) l´utente disturbato da una chiamata muta non potrà essere ricontattato per cinque giorni e al contatto successivo dovrà essere garantita la presenza di un operatore;

5) i call center saranno tenuti a conservare per almeno due anni i report statistici delle telefonate mute effettuate per ogni campagna in modo da consentire eventuali controlli.

Gli operatori che non rispetteranno queste prescrizioni dell´Authority incorreranno nelle sanzioni previste.

L´azione dell´Autorità è sicuramente positiva, ma purtroppo non basta a tutelare gli utenti. Non ci resta quindi che sperare che gli operatori del settore si adeguino alle disposizioni vigenti in modo da non vanificare le novità introdotte.

Noi intanto vi consigliamo di scaricare gratuitamente il nostro tellows Magazine per essere informati sulle leggi attuali e sugli enti a cui rivolgersi per eventuali segnalazioni e, ovviamente, vi invitiamo a condividere le vostre esperienze su tellows.it!

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Subito.it ed eBay: ma la merce dov’è finita? Confronta i numeri dei venditori su Tellows e avrai una certezza in più!

Ormai fare spesa non ha confini negli ultimi anni. Non dobbiamo più fare chilometri su chilometri per raggiungere quel determinato negozio o quella determinata catena che adoriamo. Ora come ora ci basta avere un computer, la connessione internet e il gioco è fatto!
Ogni negozio possiete un sito internet nel quale l’acquirente può comodamente comprare l`oggetto da lui tanto desiderato, sorseggiando una tazza di caffè sul proprio divano.
Basta un click e quella borsa, la lavastoviglie o la tutina per il figlio appena nato diviene improvvisamente nostra.

Vi sono inoltre tantissimi siti di acquisti on-line nei quali si possono trovare tutti i tipi di merci (dai vestiti, agli elettrodomestici) a costi bassissimi, perchè di seconda mano o perchè semplicemente il possessore non necessita più di quel determinato articolo.

Ma questi siti quanta sicurezza ci danno che, dopo il pagamento, il nostro nuovo orologio di marca arrivi effettivamente a destinazione?

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Recupero crediti: quando diventa stalking

Spesso si sente parlare di società o enti incaricati al recupero crediti, ma cosa sono e come funzionano?
Quando un ente matura un credito ha la possibilità di recuperalo attraverso due strade, una è quella del “recupero giudiziale” -quindi attraverso un proprio avvocato-, la seconda è quella dell’affidamento delle pratiche a una società di recupero credito (recupero credito stragiudiziale). Una pratica stragiudiziale può durare per un minimo di sessanta giorni, ma le tempistiche cambiano a seconda delle circostanze (ad esempio se un creditore è difficile da intervistare).

Non sono soltanto le banche o gli istituti finanziari ad affidarsi a queste compagnie, ma anche compagnie telefoniche o tv a pagamento che ogni anno contano un alto numero di piccoli crediti che nel complesso diventano grandi perdite dal fatturato.

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Call center insistenti: è veramente Vodafone che chiama?

Chi non è mai stato contattato da un call center della Vodafone? La procedura sembra essere sempre molto simile: gli operatori si presentano e iniziano ad illustrare le offerte che potremmo attivare grazie al loro aiuto. L´obiettivo generale è ovviamente cercare di accaparrarsi il maggior numero possibile possibile e soprattutto evitare che gli utenti cambino compagnia telefonica.

Ma quanto sono gradite queste chiamate? E soprattutto quanto possono fidarsi gli utenti?
Noi di tellows raccogliamo ogni giorno numerosi commenti relativi alle chiamate provenienti da call center o, come spesso vengono definiti, dai “presunti” call center Vodafone. Ci teniamo a precisare che il nostro intento non è quello di accusare Vodafone di operare attraverso pubblicità telefonica aggressiva, ma servirci delle informazioni condivise dai nostri utenti per capire meglio chi ci sta realmente chiamando.
In questo articolo cercheremo di offrirvi una panoramica completa di come operano i call center Vodafone in base ai commenti e le esperienze più significative che i nostri utenti condividono su tellows.it. A quanto pare non si tratta di una procedura del tutto chiara, poiché molto spesso non si riesce a capire se a chiamarci sia un vero call center della Vodafone o qualcuno che cerca di ottenere i nostri dati personali con fini ovviamente truffaldini.

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Quando il Registro delle Opposizioni non funziona…

Quante volte ci capita di ricevere chiamate indesiderate? Pubblicità aggressiva, operatori insistenti e offerte super convenienti che nascondono inevitabilmente qualche nota stonata. Noi ovviamente non ce ne accorgiamo, rapiti dalla parlantina dell´operatore. E il loro compito è proprio quello di catturare la nostra attenzione e di ottenere il tanto atteso „sì“ alle offerte che propongono. Quante volte ci è capitato di ascoltare passivamente le loro richieste e non essere pronti a formulare domande? Perchè spesso di domande da rivolgere agli operatori ce ne sarebbero molte. Siamo tutti d´accordo che si tratta di un lavoro come un altro e nessuno ha obiezioni direttamente legate ai centralinisti in persona. Spesso infatti quello che non funziona è il sistema che sta dietro all´operato dei call center.

Ma andiamo con ordine. La prima cosa a cui dovremmo pensare appena veniamo contattati da un call center è capire se hanno il diritto ad utilizzare i nostri dati personali. Non è un elemento da sottovalutare perchè, come tutti, anche i call center devono attenersi a delle regole ben precise. Il problema è che molto spesso non vi è sufficiente controllo a riguardo e la legislazione non viene seguita accuratamente. Le chiamate commerciali con fini pubblicitari non sono ovviamente da considerare in ogni caso moleste ma, giustamente, accettiamo di essere contattati solo da chi è autorizzato a farlo, proprio come previsto dalla legge. Ricordiamo inoltre che è molto semplice dare l´autorizzazione al trattamento dei dati personali. Spesso non ci facciamo caso, ma quante volte sottoscriviamo degli abbonamenti, tessere sconto e raccolta punti al supermercato e ci dimentichiamo di leggere nel dettaglio le clausole contenute nel contratto? Proprio lì, tra quelle minuscole righe, si nasconde l´inghippo. Raccomandiamo sempre prudenza e attenzione nel firmare contratti commerciali perchè, qualora si acconsenta anche involontariamente al trattamento dei dati personali, i call center hanno tutto il diritto di contattarci. A questo proposito è utile ricordare le leggi che i call center sono tenuti a seguire, che potete trovare nel nostro „tellows Magazine“

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Precariato e call center, ecco cosa accade al Sud

Se abbiamo sempre parlato di soluzioni per contrastare il telemarketing aggressivo e le pubblicità indesiderate, in questo articolo desideriamo porci dall’altra parte della medaglia e indagare quali sono i meccanismi interni dei call center e quali sono le condizioni contrattuali e lavorative degli operatori telefonici. La nostra riflessione si spinge in modo particolare in Sud Italia, dove, già da alcuni anni, le tipologie di persone che lavorano per queste società sono cambiate.

Se fino a qualche anno fa lavorare nei call center era solamente una prerogativa degli studenti fuori sede che facevano questo lavoro per arrotondare, adesso la situazione è assai diversa. Nei call center lavorano anche persone sui trentanni, molto spesso laureati che non riescono a trovare un lavoro, oppure persone di mezza età che, dopo essere state licenziate a causa della crisi, sono state costrette a cercarsi un nuovo lavoro. Come si legge in uno studio di Maurizio Avola e Rita Palidda intitolato “Lavorare in un call center in una città del Sud”:

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10 modi per dire stop alle telefonate indesiderate

Quando si riceve una telefonata da un numero sconosciuto sono molti i pensieri che passano per la testa: chi sarà? Un amico con una nuova sim? Qualcuno che ha sbagliato a digitare il numero o l’operatore di un call center che cercherà di convincerci ad accettare un’irripetibile offerta promozionale?

È normale e legittimo preoccuparsi di un numero non noto, perché, come sappiamo, non possiamo abbassare mai la guardia dai malintenzionati che, in un modo o nell’altro, tentano di ingannare le persone per mezzo del telefono. Le tipologie di chiamata di cui stiamo parlando si dividono in tre gruppi principali:

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Contrastare le truffe telefoniche più diffuse

Bisogna fare molta attenzione quando si risponde a una telefonata proveniente da un numero sconosciuto, perché spesso potrebbe trattarsi di chiamate che hanno il solo scopo di scalare denaro dalla vostra bolletta o dal credito del cellulare (le cosiddette “Cost Traps”). Cost trap vuol dire “Trappole costose” e indica che attraverso queste chiamate i truffatori riescono a raggirare le vittime, invitandole a effettuare telefonate verso numeri molto cari.
Sono diversi i modi in cui agisce chi architetta questa tipologia di truffa e, spesso, le vittime sono ignare di quanto stia accadendo. Per questo motivo conoscere questi metodi è fondamentale per prevenirli.
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Cinque modi per combattere le telefonate moleste

Le chiamate indesiderate sono anche denominate telefonate “moleste” o “aggressive” e causano spesso uno stato di angoscia nelle persone che le ricevono. Il malessere che queste telefonate provocano non deve essere sottovalutato, perché può essere la causa di psicosi e/o spiacevoli episodi. Proprio per questa ragione, da qualche anno sono stati presi da parte delle autorità seri provvedimenti per evitare o combattere questa tipologia di molestia. Come è stato stabilito nella sent. n. 20328/2010 della Corte d’Appello di Torino e come si legge in un articolo de Il Sole 24 Ore:

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Ecco il tellows Magazine, al tuo fianco contro le molestie telefoniche

Siete stufi delle chiamate pubblicitarie continue, delle molestie telefoniche e delle truffe? La prima cosa da fare è informarsi! Ecco perché il tellows team ha creato appositamente per voi un Magazine grazie al quale potrete conoscere tutti i modi per prevenire e “curarvi” dalle telefonate fastidiose.

Il Magazine di tellows è un pratico eBook che svela in maniera dettagliata i retroscena delle truffe più in voga, fornendovi dati statistici ottenuti grazie ai nostri database (come ad esempio “quali sono le città da cui proviene il maggior numero di telefonate pubblicitarie” e “quali sono le città più chiamate”).

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