Addio telefonate indesiderate. Scopri le novità della tellows App!

Lo sapete già: con la tellows App tutte le informazioni raccolte dalla nostra community arrivano direttamente sul vostro iPhone ovunque vi troviate. Le chiamate indesiderate che vi infastidiscono, vi fanno perdere tempo e mettono a dura prova la vostra pazienza sono immediatamente riconoscibili mentre il vostro telefono squilla e sta a voi scegliere se rispondere o meno.
Quello che forse ancora non sapete è che ci sono grandi novità per voi che vi permetteranno finalmente di risolvere in maniera drastica l´insopportabile problema delle chiamate indesiderate.

Quante volte avete odiato il suono del vostro telefono che squilla nei momenti meno opportuni per rendervi conto alla fine che si tratta soltanto di una scocciatura, dell´ennesima pubblicità telefonica o di una fastidiosissima telefonata muta?

Per i possessori di iPhone è disponibile una nuova funzione della tellows App che vi consentirà di bloccare, in una sola mossa e grazie alla conoscenza raccolta dalla nostra community , tutti i numeri che non volete vi importunino più e far in modo che il vostro telefono non squilli quando si tratta di chiamate indesiderate.

Vediamo subito insieme come fare. Innanzitutto dovreste accertarvi che sul vostro telefono sia installata la versione numero 7 di iOS, il sistema operativo mobile di Apple. Per scoprire qual è la versione di iOS installata sul vostro iPhone recatevi nelle Impostazioni e accedete al menu Generali > Info. Se nel campo Versione è presente la dicitura 7.x.x vuol dire che il vostro iPhone è già dotato di iOS 7. Nel caso in cui non lo fosse, potrete provvedere a installare l´ultimo sistema operativo disponibile per il vostro dispositivo, tenendo presente però che questa versione del firmware è disponibile solo per i modelli di iPhone dal 4 in su.
Contatti
Tutti i numeri dai quali ricevete chiamate e che sono già stati valutati dagli utenti della nostra community come poco o per niente affidabili vengono salvati dalla tellows App in tre nuovi contatti della vostra rubrica – tellows Score 7, tellows Score 8 e tellows Score 9 – che contengono, appunto, i numeri telefonici meno seri con il tellows Score più alto (7-8-9). Fino a questo momento la tellows App vi permetteva di sapere a colpo d´occhio se si trattava di snervanti promozioni, abbonamenti non richiesti o indagini di mercato non desiderate.

Da adesso in poi, selezionando ciascun contatto corrispondente alle liste – per esempio selezionando tellows Score 7 – potrete decidere di bloccare tutti i numeri contenuti in esso semplicemente premendo il tasto “Blocca contatto” che trovate in fondo alla vostra schermata e confermando la vosta azione.

A questo punto il vostro telefono non squillerà più all´arrivo di telefonate provenienti da questi numeri, mentre l´intestatario del numero bloccato troverà sempre il segnale di occupato.

Potrebbe capitare che, cliccando sulla lista, dobbiate aspettare qualche secondo prima che la schermata si carichi del tutto. Ne siamo già a conoscenza, ci scusiamo per questo piccolo mal funzionamento e stiamo già lavorando per risolvere il problema il prima possibile. In ogni caso, trascorsi i pochi secondi, la vostra app funzionerà alla perfezione.

Nel caso cambiaste idea, potrete sempre sbloccare le liste selezionando la voce “Sblocca contatto”.

Se il numero che vi importuna non è ancora presente su tellows, potrete ovviamente essere voi a inserirlo per primi, valututandolo e condividendo le informazioni a vostra disposizione con gli altri utenti. Contribuirete in tal modo a espandere la base di conoscenza della nostra community e a rendere tellows, giorno dopo giorno, sempre più efficiente.

Se avete domande o suggerimenti non esitate a contattarci, il vostro feedback è sempre molto importante per noi. Seguiteci anche su Facebook per rimanere aggiornati su tutte le nostre novità!

AppStore

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Stop alle telefonate mute: i call center dovranno rispettare le regole del Garante

Il telefono squilla ma dall´altra parte c´è solo silenzio. A chi non è mai capitato? Al Garante della Privacy risultano migliaia di segnalazioni e i nostri utenti lo hanno denunciato più e più volte sul nostro sito: si tratta di “telefonate mute” frutto di pratiche di telemarketing particolarmente aggressive vissute spesso dai cittadini come una forma di stalking.

Le telefonate mute a scopo commerciale sono state così frequenti negli ultimi tempi da spingere il Garante della Privacy a intervenire con alcune regole. Adesso è scaduto il tempo che era stato concesso alle società di telemarketing per adottare una serie di accorgimenti tecnici e organizzativi e dal 2 ottobre sono entrate in vigore le regole fissate dal Garante con un provvedimento generale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 4 aprile per combattere il fenomeno.

Innanzitutto chiariamo cosa sono le chiamate mute: le aziende di call center, per ottimizzare la forza lavoro, impostano i loro sistemi in modo da avviare un numero di telefonate più alto degli operatori effettivamente disponibili. Queste chiamate, una volta ottenuta risposta, possono essere mantenute in attesa silenziosa finché non si libera un operatore. Il risultato è appunto una telefonata muta che se dal punto di vista delle aziende serve a eliminare i tempi morti tra una chiamata e l´altra, dal punto di vista degli utenti è diventato un fenomeno estremamente invasivo che genera “ansietà, allarme, sospetto, fastidio e disappunto, oltre alla frustrazione connessa al senso di impotenza e all’incapacità di reagire all’evento”, si legge nel testo del Garante. Il presidente dell’Autorità, Antonello Soro, aveva dichiarato

“È importante garantire la massima produttività dei call center, ma i costi della loro attività non possono essere scaricati sugli abbonati inermi. Se alcune pratiche di marketing telefonico vengono vissute dagli utenti addirittura come una forma di stalking, significa che l’impresa non sta facendo bene il suo lavoro. È prioritario per le stesse società di telemarketing che le cosiddette ‘chiamate mute’ vengano drasticamente ridotte”.

Ecco dunque le nuove regole fissate dal Garante:

1) i call center dovranno tenere precisa traccia delle chiamate mute che dovranno essere comunque interrotte trascorsi 3 secondi dalla risposta dell´utente;

2) non potranno verificarsi più di 3 telefonate mute ogni 100 andate a buon fine. Tale rapporto dovrà essere rispettato nell´ambito di ogni singola campagna di telemarketing;

3) l´utente non potrà più essere messo in attesa silenziosa, ma il sistema dovrà generare una sorta di rumore ambientale, il cosiddetto “comfort noise” (voci di sottofondo, squilli di telefono, brusio, ecc.) in modo che chi riceve la telefonata ne intuisca la provenienza;

4) l´utente disturbato da una chiamata muta non potrà essere ricontattato per cinque giorni e al contatto successivo dovrà essere garantita la presenza di un operatore;

5) i call center saranno tenuti a conservare per almeno due anni i report statistici delle telefonate mute effettuate per ogni campagna in modo da consentire eventuali controlli.

Gli operatori che non rispetteranno queste prescrizioni dell´Authority incorreranno nelle sanzioni previste.

L´azione dell´Autorità è sicuramente positiva, ma purtroppo non basta a tutelare gli utenti. Non ci resta quindi che sperare che gli operatori del settore si adeguino alle disposizioni vigenti in modo da non vanificare le novità introdotte.

Noi intanto vi consigliamo di scaricare gratuitamente il nostro tellows Magazine per essere informati sulle leggi attuali e sugli enti a cui rivolgersi per eventuali segnalazioni e, ovviamente, vi invitiamo a condividere le vostre esperienze su tellows.it!

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Subito.it ed eBay: ma la merce dov’è finita? Confronta i numeri dei venditori su Tellows e avrai una certezza in più!

Ormai fare spesa non ha confini negli ultimi anni. Non dobbiamo più fare chilometri su chilometri per raggiungere quel determinato negozio o quella determinata catena che adoriamo. Ora come ora ci basta avere un computer, la connessione internet e il gioco è fatto!
Ogni negozio possiete un sito internet nel quale l’acquirente può comodamente comprare l`oggetto da lui tanto desiderato, sorseggiando una tazza di caffè sul proprio divano.
Basta un click e quella borsa, la lavastoviglie o la tutina per il figlio appena nato diviene improvvisamente nostra.

Vi sono inoltre tantissimi siti di acquisti on-line nei quali si possono trovare tutti i tipi di merci (dai vestiti, agli elettrodomestici) a costi bassissimi, perchè di seconda mano o perchè semplicemente il possessore non necessita più di quel determinato articolo.

Ma questi siti quanta sicurezza ci danno che, dopo il pagamento, il nostro nuovo orologio di marca arrivi effettivamente a destinazione?

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Recupero crediti: quando diventa stalking

Spesso si sente parlare di società o enti incaricati al recupero crediti, ma cosa sono e come funzionano?
Quando un ente matura un credito ha la possibilità di recuperalo attraverso due strade, una è quella del “recupero giudiziale” -quindi attraverso un proprio avvocato-, la seconda è quella dell’affidamento delle pratiche a una società di recupero credito (recupero credito stragiudiziale). Una pratica stragiudiziale può durare per un minimo di sessanta giorni, ma le tempistiche cambiano a seconda delle circostanze (ad esempio se un creditore è difficile da intervistare).

Non sono soltanto le banche o gli istituti finanziari ad affidarsi a queste compagnie, ma anche compagnie telefoniche o tv a pagamento che ogni anno contano un alto numero di piccoli crediti che nel complesso diventano grandi perdite dal fatturato.

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Call center insistenti: è veramente Vodafone che chiama?

Chi non è mai stato contattato da un call center della Vodafone? La procedura sembra essere sempre molto simile: gli operatori si presentano e iniziano ad illustrare le offerte che potremmo attivare grazie al loro aiuto. L´obiettivo generale è ovviamente cercare di accaparrarsi il maggior numero possibile possibile e soprattutto evitare che gli utenti cambino compagnia telefonica.

Ma quanto sono gradite queste chiamate? E soprattutto quanto possono fidarsi gli utenti?
Noi di tellows raccogliamo ogni giorno numerosi commenti relativi alle chiamate provenienti da call center o, come spesso vengono definiti, dai “presunti” call center Vodafone. Ci teniamo a precisare che il nostro intento non è quello di accusare Vodafone di operare attraverso pubblicità telefonica aggressiva, ma servirci delle informazioni condivise dai nostri utenti per capire meglio chi ci sta realmente chiamando.
In questo articolo cercheremo di offrirvi una panoramica completa di come operano i call center Vodafone in base ai commenti e le esperienze più significative che i nostri utenti condividono su tellows.it. A quanto pare non si tratta di una procedura del tutto chiara, poiché molto spesso non si riesce a capire se a chiamarci sia un vero call center della Vodafone o qualcuno che cerca di ottenere i nostri dati personali con fini ovviamente truffaldini.

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Quando il Registro delle Opposizioni non funziona…

Quante volte ci capita di ricevere chiamate indesiderate? Pubblicità aggressiva, operatori insistenti e offerte super convenienti che nascondono inevitabilmente qualche nota stonata. Noi ovviamente non ce ne accorgiamo, rapiti dalla parlantina dell´operatore. E il loro compito è proprio quello di catturare la nostra attenzione e di ottenere il tanto atteso „sì“ alle offerte che propongono. Quante volte ci è capitato di ascoltare passivamente le loro richieste e non essere pronti a formulare domande? Perchè spesso di domande da rivolgere agli operatori ce ne sarebbero molte. Siamo tutti d´accordo che si tratta di un lavoro come un altro e nessuno ha obiezioni direttamente legate ai centralinisti in persona. Spesso infatti quello che non funziona è il sistema che sta dietro all´operato dei call center.

Ma andiamo con ordine. La prima cosa a cui dovremmo pensare appena veniamo contattati da un call center è capire se hanno il diritto ad utilizzare i nostri dati personali. Non è un elemento da sottovalutare perchè, come tutti, anche i call center devono attenersi a delle regole ben precise. Il problema è che molto spesso non vi è sufficiente controllo a riguardo e la legislazione non viene seguita accuratamente. Le chiamate commerciali con fini pubblicitari non sono ovviamente da considerare in ogni caso moleste ma, giustamente, accettiamo di essere contattati solo da chi è autorizzato a farlo, proprio come previsto dalla legge. Ricordiamo inoltre che è molto semplice dare l´autorizzazione al trattamento dei dati personali. Spesso non ci facciamo caso, ma quante volte sottoscriviamo degli abbonamenti, tessere sconto e raccolta punti al supermercato e ci dimentichiamo di leggere nel dettaglio le clausole contenute nel contratto? Proprio lì, tra quelle minuscole righe, si nasconde l´inghippo. Raccomandiamo sempre prudenza e attenzione nel firmare contratti commerciali perchè, qualora si acconsenta anche involontariamente al trattamento dei dati personali, i call center hanno tutto il diritto di contattarci. A questo proposito è utile ricordare le leggi che i call center sono tenuti a seguire, che potete trovare nel nostro „tellows Magazine“

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Precariato e call center, ecco cosa accade al Sud

Se abbiamo sempre parlato di soluzioni per contrastare il telemarketing aggressivo e le pubblicità indesiderate, in questo articolo desideriamo porci dall’altra parte della medaglia e indagare quali sono i meccanismi interni dei call center e quali sono le condizioni contrattuali e lavorative degli operatori telefonici. La nostra riflessione si spinge in modo particolare in Sud Italia, dove, già da alcuni anni, le tipologie di persone che lavorano per queste società sono cambiate.

Se fino a qualche anno fa lavorare nei call center era solamente una prerogativa degli studenti fuori sede che facevano questo lavoro per arrotondare, adesso la situazione è assai diversa. Nei call center lavorano anche persone sui trentanni, molto spesso laureati che non riescono a trovare un lavoro, oppure persone di mezza età che, dopo essere state licenziate a causa della crisi, sono state costrette a cercarsi un nuovo lavoro. Come si legge in uno studio di Maurizio Avola e Rita Palidda intitolato “Lavorare in un call center in una città del Sud”:

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10 modi per dire stop alle telefonate indesiderate

Quando si riceve una telefonata da un numero sconosciuto sono molti i pensieri che passano per la testa: chi sarà? Un amico con una nuova sim? Qualcuno che ha sbagliato a digitare il numero o l’operatore di un call center che cercherà di convincerci ad accettare un’irripetibile offerta promozionale?

È normale e legittimo preoccuparsi di un numero non noto, perché, come sappiamo, non possiamo abbassare mai la guardia dai malintenzionati che, in un modo o nell’altro, tentano di ingannare le persone per mezzo del telefono. Le tipologie di chiamata di cui stiamo parlando si dividono in tre gruppi principali:

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Contrastare le truffe telefoniche più diffuse

Bisogna fare molta attenzione quando si risponde a una telefonata proveniente da un numero sconosciuto, perché spesso potrebbe trattarsi di chiamate che hanno il solo scopo di scalare denaro dalla vostra bolletta o dal credito del cellulare (le cosiddette “Cost Traps”). Cost trap vuol dire “Trappole costose” e indica che attraverso queste chiamate i truffatori riescono a raggirare le vittime, invitandole a effettuare telefonate verso numeri molto cari.
Sono diversi i modi in cui agisce chi architetta questa tipologia di truffa e, spesso, le vittime sono ignare di quanto stia accadendo. Per questo motivo conoscere questi metodi è fondamentale per prevenirli.
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Cinque modi per combattere le telefonate moleste

Le chiamate indesiderate sono anche denominate telefonate “moleste” o “aggressive” e causano spesso uno stato di angoscia nelle persone che le ricevono. Il malessere che queste telefonate provocano non deve essere sottovalutato, perché può essere la causa di psicosi e/o spiacevoli episodi. Proprio per questa ragione, da qualche anno sono stati presi da parte delle autorità seri provvedimenti per evitare o combattere questa tipologia di molestia. Come è stato stabilito nella sent. n. 20328/2010 della Corte d’Appello di Torino e come si legge in un articolo de Il Sole 24 Ore:

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