0289445 – la truffa evergreen del giornale della polizia

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Come si legge nella sezione palermitana del sito Repubblica.it, centinaia di cittadini del capoluogo siciliano sono stati truffati per l’acquisto via telefono di una presunta rivista ufficiale della Polizia di Stato.
Non è la prima volta che accade un episodio del genere, già nel 2005, infatti, era stata organizzata una truffa milionaria a danno di centinaia di italiani, persuasi nell’accettare un abbonamento del costo di 200 euro annuali. In seguito a questa scoperta erano stati inviati duecentocinquanta avvisi di garanzia da parte della procura di Monza.

Le modalità della nuova truffa sono state per lo più le stesse: una telefonata a casa ha persuaso gli utenti all’acquisto di questa fantomatica rivista ufficiale della Polizia di Stato, chiedendo in cambio un anticipo di pagamento tramite bonifico. I poveri raggirati, non vedendo arrivare nessuna rivista, hanno chiesto spiegazioni alle forze dell’ordine che si sono dichiarate estranee a tali vendite. La questura palermitata ha inoltre affermato che i call center (o i venditori porta a porta) non sono autorizzati alla vendita del giornale ufficiale della Polizia di Stato. È consigliato, inoltre, farsi dire il nome dal chiamante per comunicarlo immediatamente alle forze dell’ordine.

Anche nel database di Tellows.it esiste un numero (il 0289445) segnalato in alcuni commenti come

call center che propone l’acquisto di abbonamenti per riviste ufficiali delle forze dell’ordine.

Danilo: “chiamano per conto di un’azienda che pubblica riviste in ambito delle forze dell’ordine (Sindacato Forze di Polizia). In particolare questa società per telefono ti costringe a farti spedire una rivista che costa la bellezza di 120 Euro… anche se tu la rifiuti, poi ti bombardano di telefonate. Quando chiamano si spacciano per Polizia di Stato, Guardia di Finanza….”

Ma le truffe con questa strategia sono state numerose nel corso degli anni: leggiamo un articolo del 2013 su La Stampa, in cui alcuni cittadini avevano segnalato lo stesso problema alla polizia di Verbania. La stessa cosa si legge in un articolo su Ilpiacenza.it del 29 aprile 2010 e anche su Nuovacosenza.com in un articolo del 2011. La lista potrebbe essere ancora più lunga se approfondissimo le nostre ricerche, ma gli articoli sarebbero simili e descriverebbero gli stessi eventi. Ancora una volta il nostro consiglio è sempre lo stesso: non sottoscrivete mai abbonamenti telefonicamente, nemmeno se chi sta dall’altra parte afferma di essere un’alta autorità statale, le alte autorità non fanno telefonate anonime, ma utilizzano seri metodi di comunicazione.

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3 pensieri su “0289445 – la truffa evergreen del giornale della polizia

  1. Romolo Santoni

    Sono presidente del Centro Studi Americanistici di Perugia. Dietro velate minacce, anni fa abbiamo accettato di acquistare un numero di questo insulso giornale. Da quel momento ci tartassano periodicamente con altre più o meno venate minacce dicendo che dobbiamo pagare l’abbonamento (mai sottoscritto) e che i debiti si accumulano. Abbiamo già segnalato la cosa alla Polizia. Niente!!! Ma se è una truffa, se sono già stati condannati, perché continuano? E la Polizia che fa? Possibile che lascia che il suo nome venga infangato così????

  2. Cinzia

    truffatori, scocciatori e anche molto maleducati, vogliono obbligarvi a comprare una rivista spacciandosi per polizia di stato, carabinieri o guardia di finanza. ovviamente non sono nessuna delle tre!!! utilizzano vari numeri e lo fanno da almeno 8 anni: 3801874906 – 3290431675 – 3801829633 -3290436220 – 3896524146

  3. antonello

    Buongiorno,vorrei spendere due parole su questo argomento dicendo che in Italia esistono centinaia di Call Center per la distribuzione di tali riviste autorizzate e non , ci terrei a precisare che la legge dovrebbe punire tutti quelli che si identificano per polizziotti,carabinieri o finanzieri,in passato lavoravo in un Call Center che vendeva la rivista COISP e mai ci siamo permessi a dire che eravamo polizziotti o chiamavamo dal commissariato o mai ci siamo permessi a minaccaire i vari clienti,invece siamo sempre stati accusati del falso dovendoci difendere da tutti …ma la cosa pià grave era che le autorità quando noi denunciavamo chi faceva minacce o si spacciava per altri non anno mai preso provvedimenti,quindi inviterei tutti a pensare prima di accusare o denunciare persone che lavorano onestamente per un pezzo di pane e tutti i giorni subiscono ingiustizie da tutti perchè vengono classificati come persone cattive o disoneste.

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